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Escursioni nautiche


Isola di Favignana (7 miglia da Marina di Marsala)

Favignana è la più grande delle isole Egadi ed è famosa per le sue cave di tufo pregiato; per le sue tonnare; per lo stabilimento dove avveniva la lavorazione del tonno; per il palazzo Florio; per il carcere San Giacomo; per il castello di Santa Caterina. Da visitare il parco archeologico nella zona di San Nicola e il piccolo Museo archeologico che raccoglie antichi reperti locali.


La sua costa è poco frastagliata regalando bellissime spiagge sabbiose o di ciottoli e scogli dalle forme più svariate. Tra le più rinomate c’è Cala rossa, che si trova all’interno delle cave di tufo. Il mare qui è cristallino ed è incorniciato da scogli di varie forme e dimensioni. Fra le insenature create dagli scogli prende vita anche una piccola spiaggia che si è formata recentemente.

Delle spiagge sabbiose, le più grandi sono Cala azzurra, famosa per le sue splendide acque trasparenti e per i fondali stranamente rosa, e Lido burrone, una delle poche spiagge attrezzate. A due passi dal centro del paese, e quindi molto comoda da raggiungere, c’è la Praia. Luoghi appartati e tranquilli dove fare il bagno sono le calette di scogli e sabbia nella zona di Punta Faraglioni. Per gli amanti dei tuffi imperdibili sono Punta fanfalo, Scalo Cavallo, Grotta perciata, Bue marino.

Per gli appassionati di immersioni, l’isola offre splendide location nelle quali immergersi. Tra queste, Galeotta, un isolotto dove è facile incontrare branchi di polipi e murene, e Cala rotonda, all’interno di una grotta.

 

   


Isola di Levanzo  (13 miglia da Marina di Marsala)

Con una superficie emersa di appena 5 kmq è la più piccola delle isole Egadi. E’ costituita da rocce calcaree bianche che presentano numerose grotte. Il paese è composto da uno sparuto gruppo di case munite di un piccoloporticciolo.

È priva di strade rotabili, a parte un piccolo tratto di strada asfaltata che conduce alla spiaggia del Faraglione. Tale condizione di arretratezza tecnologica spiega l'integrità della sua bellezza paesaggistica.

Sulla costa si affacciano alcune grotte, la più nota delle quali è la Grotta del genovese, uno dei più importanti siti archeologici d'Italia, con le sue incisioni e pitture rupestririsalenti al paleolitico superiore (9680 a.C.).

Lungo il sentiero che porta al Faraglione è possibile trovare delle appartate spiaggette di sassi e sabbia. Nella zona Sud-Est si trovano due belle cale: Cala fredda, fatta di sassi e la più selvaggia Cala minnola.

Per gli appassionati di immersioni, Levanzo offre un itinerario archeologico-subacqueo molto allettante: tra Cala minnola e Punta altarella si trovano i resti di un relitto romano, una cinquantina di anfore e frammenti di vasellame di ceramica risalenti al I secolo a.C.

 


 


Isola di Marettimo  (20 miglia da Marina di Marsala)

E’ la più selvaggia e incontaminata delle Egadi ed è frequentata dagli amanti del trekking.

La costa è molto frastagliata regalando luoghi nascosti e paradisiaci, tra cui tantissime grotte. Le grotte marine sono il suo fiore all’occhiello, veri e propri capolavori creati dalla natura che le ha scolpite per secoli, come la Grotta del tuono o la Grotta del presepe, famosa per le stalattiti e stalagmiti, e la Grotta del cammello.

Tra le spiagge più belle vale la pena vedere Cala bianca e la stupenda spiaggia di sassi alle pendici del promontorio di Punta Troia.

Anche Marettimo offre splendide esperienze per i sub, come l’immersione fuori dalla costa dove si trova il relitto di un mercantile.


 


Riserva naturale dello Zingaro  (40 miglia da Marina di Marsala)

La riserva naturale si estende nella parte occidentale del Golfo di Castellammare, nella penisola di San Vito Lo Capo. L’area si estende lungo 7 km di costa e quasi 1.700 ettari di natura incontaminata.

La costa è formata da calcareniti quaternarie e da rilievi calcarei del Mesozoico di natura dolomitica, che da un'altezza massima di 913 m (Monte Speziale) degradano ripidamente verso il mare, intercalate da numerose e splendide calette di ciottoli.
 



 


Scopello  (43 miglia da Marina di Marsala)

Deve probabilmente il proprio nome ai faraglioni o scogli (in greco scopelos). Il primo insediamento sul promontorio di Scopello risale all'età ellenistica, poi continuato nelle epoche romana ed islamica. Durante il periodo normanno fu demanio regio.

L'attuale borgata risale al XVII secolo ed è divisa in due parti: un baglio, che la tradizione indica come d'epoca normanna, ma risalente al XVIII secolo, e una piazzetta con la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

La tonnara di Scopello, di fronte alla quale si trovano i famosi faraglioni è una delle più importanti e antiche di tutta la Sicilia: i primi fabbricati risalgono al XIII secolo, la tonnara vera e propria fu edificata nel XV secolo.

 


Isola di Pantelleria  (62 miglia da Marina di Marsala)

Nota per la sua centralità nel Mar Mediterraneo, scalo intermedio tra Africa e Sicilia, l’isola si caratterizza per la singolarità del suo paesaggio, nel quale agli elementi naturali (colate laviche a blocchi, cale e faraglioni) si aggiungono i manufatti creati dall'uomo: muri a secco, con la quadruplice funzione di spietrare il fondo, contenere il terreno, delimitare la proprietà fondiaria e proteggere dal vento; giardini panteschi, costruzioni quasi sempre cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di proteggere gli agrumi dal vento e di controllare gli effetti micro-climatici; e i caratteristici “dammusi”, fabbricati rurali con spessi muri a secco, cubici, con tetti bianchi a cupola ed aperture ad arco a tutto sesto, atavici esempi di architettura bio-climatica, oggi trasformati in abitazioni di villeggiatura.

 

Nell'isola si trova una riserva naturale orientata, un ampio lago (lo specchio di Venere) il cui bacino occupa i resti di una caldera vulcanica, saune naturali ed acque e fanghi termali.
 

Pantelleria conserva anche numerosi resti archelogici della sua storia antica. I più importanti ed esclusivi sono quelli che compongono l'area di Mursìa e Cimillia, ovvero l'abitato capannicolo dell'età del Bronzo, con un monumentale muro di fortificazione, e la relativa necropoli dei sesi. Numerose sono anche le testimonianze dell'antica Cossyra, visibili sulle collinette di San Marco e Santa Teresa.
 


Isola di Linosa  (116 miglia da Marina di Marsala)

Secondo studi geologici Linosa dovette emergere durante il Quaternario antico e deve la sua origine alle eruzioni avvenute lungo la linea di frattura che corre tra la costa est della Sicilia e il litorale di Tunisi.

I crateri vulcanici sono tuttora ben evidenti: al centro dell'isola si estende il cratere principale, la Fossa del Cappellano, fittamente coltivato. A coronarlo altri tre coni: monte Vulcano, monte Rosso, monte Nero.

Nell'antichità essa fu rifugio per coloro che solcavano il Mare nostrum: è certo che i Romani la utilizzarono durante le Guerre Puniche come base, e le loro vestigia rimangono nelle 150 cisterne costruite per raccogliere l'acqua piovana; inoltre, i fondali del mare circostante sono pieni del contenuto di navi dell'epoca, che nel corso dei secoli vi hanno fatto naufragio. Alle dominazioni cartaginese e romana, susseguirono quella arabo-saracena, quella normanna e quindi quella Angioina e poi Aragonese.

L'isola è un polo di attrazione per gli appassionati di immersioni subacquee, che possono contare su tre diving club. Alcune associazioni ambientaliste promuovono ogni anno campi-natura e il centro recupero tartarughe marine del CTS cura il monitoraggio dell'ovideposizione delle tartarughe marine a Cala Pozzolana di Ponente.
 


Isola di Lampedusa  (136 miglia da Marina di Marsala)

È la più estesa dell'arcipelago delle Pelagie nel mar Mediterraneo. Partendo dal porticciolo e, procedendo verso ovest, si incontra l'insenatura in cui si trova la spiaggia della Guitgia, oltrepassata questa, che chiude ad ovest l'insenatura del porto, il tratto di costa successivo è caratterizzato da
punte e cale di interesse morfologico come Cala Croce e Cala Madonna, Cala Greca e Cala Galera.

Dopo un tratto di costa più alta, che sormonta la baia della Tabaccara, si giunge in vista dell’isola dei Conigli che dista poche decine di metri dalla costa dove si trova la spiaggia omonima.

Sul versante settentrionale dell'isola caratterizzato da coste alte e frastagliate a punta Parise troviamo una grotta particolarmente ampia e dall'angusta entrata, che consente l'accesso soltanto a nuoto, e nel cui interno è presente una piccola spiaggia di sabbia. Proseguendo verso ovest, ha inizio da qui un tratto di costa caratterizzato dalla presenza degli Scogli Pignolta, Sacramento e Faraglione, seguiti da Punta Muro, Punta Cappellone che scende a strapiombo sul mare, Cala Ruperta, Punta Taccio Vecchio e Punta Alaimo che marcano un lungo litorale particolarmente selvaggio.

Altro punto d'interesse è il faro di capo Grecale, dal quale costeggiando una grande baia detta del Mare Morto, e frequentatissima da imbarcazioni e dai sub attratti dalla varietà della fauna ittica si giunge a Punta Parrino, che chiude il golfo, e Punta Sottile dove si aprono alcune cale del versante meridionale, come Cala Francese, in fondo alla quale si trova una spiaggia vicino all’aeroporto.